Sulla zucca rossa e quell’ameba di Cenerentola

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– Ottobre è agli sgoccioli, vuoi scriverlo o no un post sulla zucca rossa?

– No!

– Ma la zucca rossa è buona e fa bene, davvero non vuoi dedicargli un post?

– Sempre no!

Cara parte del mio cervello, venduta ai trend stagionali. Tu, che vorresti farmi scrivere un post banale, non mi avrai mai! Di zucca rossa – questo mese – ne abbiamo fin sopra i post.

Apri Instagram e non vedi altro che zucche rosse intagliate per Halloween o invitanti foto di risotti alla zucca feat. un’intera sagra del maiale. Sui gruppi e sui siti light sono settimane che non si parla altro di quanto fa bene la zucca, “e puoi farla al forno senza grassi aggiunti”, ma vuoi mettere quanto è buona fritta? E poi c’è quella bella ragazza curvy e gnocca, quella che si spalma sul viso anche la vinavil  a patto di eliminare i punti neri, che ha provato una pappetta di zucca rossa e yogurt così fantastica che i tuoi capelli brilleranno per 3 mesi, e puzzeranno per lo stesso tempo.

L’ennesimo post sulla zucca e le sue meravigliose virtù in cucina e sulla pelle avrebbe annoiato sia voi che me. Il mio astio per le zucca – che tuttavia non ho mai manifestato di fronte ad un piatto di gnocchi gratinati zucca e funghi – ha però origini ben diverse .

Prima che i telefilm americani degli anni Novanta – I miss u! – travolgessero la cultura pop italiana con i simboli della festa di Halloween, per ogni bambina traumatizzata dai fuseaux con le ghette e da Non è la Rai, la zucca era una e una sola… quella di Cenerentola.

Non fidarti di una zucca rossa che è una carrozza precaria

Tutte le bambine adorano Cenerentola e non potrebbe essere altrimenti. Al ballo indossa scarpette di cristallo e un abito da sera bellissimo, che luccica mentre volteggia stretta stretta al suo innamorato – un regnante dal sorriso sexy, mica un precario con la panza.

Perchè le curvy dovrebbero odiare Cenerentola

Poi cresci e se cresci bene, Cenerentola ti sta proprio… sullo stomaco. Perchè impari – e sì che lo impari – che la felicità ha poco a che fare con gli uomini, la magia, e le faccende domestiche.

La felicità non si aspetta, si costruisce attivamente

Cenerentola invece subisce, subisce tutto, perfino i maltrattamenti domestici! Non sceglie, non decide, non agisce. Aspetta che le cose accadono. Tutte noi siamo un po’ Cenerentola quando ci guardiamo allo specchio o semplicemente dentro e sentiamo/vediamo che qualcosa non va, ma rimaniamo inermi, aspettando che la fata Madrina ci faccia scomparire la cellulite o risolva i nostri problemi a lavoro.

Cenerentola va al ballo su una zucca che è una carrozza a tempo determinato. Una pigra e immensa zucca rossa. E passi il romanticismo, ma ragazza mia prendi il destriero e parti al galoppo.

E proprio quella zucca rossa è la cassa di risonanza di un ideale di donna che fa bene solo alle riviste di moda. Ci hanno voluto far credere che essere carine come una principessa sia la condizione sufficiente ed essenziale per essere felici. Le sorellastre poi sono brutte, grasse, e sadiche.

Diamoci un taglio ragazze! Sapete chi sono le vere principesse moderne? Le donne artefici del proprio destino.

Addio Zucca Rossa, benvenuta auto nuova. Pagate a rate.

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